m e n ù =
- Teatro San Leonardo =
cenni storici del complesso San Leonardo
San Leonardo Vitae - Centro di Ricerca Musicale – prima & dopo =
cronologia
prima & dopo – immagini che raccontano e mostrano gli spazi dal 2011 al 2025 - ricerca & rinascimento =
nascita e fondazione del primo centro italiano di ricerca musicale – testo italiano e inglese - immagini – video =
viaggio per immagini e video attraverso gli spazi del complesso San Leonardo - affitto teatro =
contatti per informazioni su utilizzo e affitto degli spazi - scheda tecnica =
contatti per informazioni sulla scheda tecnica del teatro - dove siamo – contatti =
geografia, indirizzo, informazioni
Cenni storici del Complesso San Leonardo
Il Teatro San Leonardo, o Ex-Chiesa San Leonardo è ubicato in via San Vitale 63, nel centro storico di Bologna, in un antico complesso monastico denominato San Leonardo. Il complesso sorse come chiesa parrocchiale nel XIV sec.; la chiesa preesisteva alla data del 1375 ed era collocata all’interno dell’esistente borgo allora esterno alla prima cinta muraria.
L’intitolazione del complesso a San Leonardo è riconducibile alla devozione della cultura popolare in epoca medievale nei confronti di Leonardo, o Lienard, nobile del secolo VI discepolo di San Remigio di Reims, nonché fondatore del Monastero di Noblet ed evangelizzatore dell’Aquitania, di cui è presente nella chiesa una statua policroma di stucco del santo attribuita ad Alfonso Lombardi (1487-1537) che lo raffigura come un abate dalla barba folta recante nella sinistra il testo degli Evangeli e, ai piedi, catene a ricordare il suo patronato sui carcerati.
La chiesa venne restaurata e solennemente consacrata nel 1559, anno in cui vi si insediarono definitivamente le Monache Cistercensi Orsoline, grazie anche all’ampliamento del convento e alla realizzazione del grande chiostro porticato. Le Monache avevano sede fuori dalle mura ma nel 1539 Papa Paolo III
ne dispose il passaggio all’interno delle mura per proteggerle dalle devastazioni causate dalle frequenti guerre.
Il 1799 fu un anno importante nella storia del complesso: il 31 gennaio avvenne la soppressione del convento, voluta dalle autorità francesi giunte a Bologna nel 1796 al seguito di Napoleone Bonaparte, cui seguì l’abbandono definitivo da parte delle consorelle dei locali conventuali che furono destinati ad accogliere gli orfani dell’Opera dei Mendicanti e le orfane di San Gregorio dei Mendicanti (l’orfanotrofio rimase attivo fino al 1918, anno in cui il complesso fu adibito a sede scolastica.).
La chiesa rimase aperta al culto fino al 1808, quindi venne adibita nel 1810 a magazzino per la canapa della “ Casa di lavoro per uomini e donne” , e tornò ad essere destinata al culto nel novembre 1822 dopo un notevole restauro e tale rimase fino al secondo dopoguerra.
Il complesso, infatti, subì danneggiamenti durante i bombardamenti del 1943, cui fecero seguito interventi di ricostruzione e la decisione da parte della Curia di cederlo al Comune di Bologna.
A partire dal 1960 il complesso ha ospitato la sede del GTV – Gruppo Teatrale Viaggiante – diretto dal regista Luciano Leonesi e dal drammaturgo Loriano Macchiavelli. Nel triennio 1968-69-70 il Teatro ha ospitato anche tutti gli spettacoli politici del ”Canzoniere delle Lame” di Bologna e dei canzonieri e cantautori politici italiani di passaggio a Bologna.
Dal 1983 al 1993 il Teatro San Leonardo è stato gestito dalla Cooperativa di teatro per ragazzi “La Baracca” (che ha ora sede presso il Teatro Testoni) e in seguito è divenuto Teatro di Leo, sede del laboratorio del regista e attore Leo De Berardinis. Nel 2003 è stato ribattezzato “Circoteatro Sanleonardo” dalla Scuola di Teatro di Bologna “Alessandra Galante Garrone”.
Nel 2011 il progetto di AngelicA di fondazione di un “Centro di Ricerca Musicale” diventa realtà nel Complesso San Leonardo, in seguito all’assegnazione del bando istituito dal Comune di Bologna: è il primo e l’unico in Italia con queste caratteristiche.

San Leonardo vitae
A partire dall’XI secolo, San Leonardo occupa un ruolo assai rilevante nella devozione popolare e nel culto cristiano, anche se di lui non si hanno molte notizie certe.
Leonardo nacque in Gallia sotto Atanasio, l’Imperatore d’Oriente che regnò dal 491 al 518. Apparteneva ad una famiglia di nobili Franchi amici del re Clodoveo (465-511), il quale, da poco convertito al Cattolicesimo, volle fargli da padrino al Battesimo.
Diventato grande, Leonardo non seguì il desiderio paterno di arruolarsi nell’esercito ma si mise al seguito di San Remigio. L’arcivescovo di Reims, infatti, avendo battezzato il re Clodoveo, aveva ottenuto di liberare tutti i prigionieri che avesse incontrato sulla strada. Pertanto, anche il giovane Leonardo chiese di poter liberare quegli infelici e la sua fama di uomo pio e santo cominciò a diffondersi così in fretta che il re volle offrirgli gli onori vescovili che però rifiutò.
Si ritirò invece nel monastero di Micy, vicino a Orlèans, dove si trovava San Massimino e anche in questo luogo si occupò degli umili e dei carcerati, mentre cresceva la fama della sua santità. Dopo la morte di Massimino, avvenuta nel 520, Leonardo abbandonò Micy e si diresse verso Limoges. Attraversando la foresta di Pavun, forse Pauvain, soccorse nel bosco la regina Clotilde sorpresa dai dolori del parto. L’aiuto e le preghiere del Santo le permisero di dare alla luce un bel bambino e Clodoveo, per riconoscenza, gli concesse una parte di quel bosco per edificare un monastero. Leonardo costruì un oratorio dedicato alla Madonna e un altare in onore a San Remigio. Quindi scavò un pozzo che si riempì miracolosamente d’acqua e diede al luogo il nome di Nobiliacum o Noblac, in ricordo della donazione di quel nobilissimo re.
La fama di Leonardo si diffuse rapidamente in Aquitania, in Inghilterra e in Germania. Si racconta che i prigionieri che lo invocavano vedevano spezzarsi miracolosamente le catene e molti accorrevano da lui per ringraziarlo; giunsero anche molti malati che guarivano e gli stessi parenti del Santo si stabilirono con le proprie famiglie vicino al Monastero di Nobiliacum. Nacque così Saint-Leonard de Noblat, che esiste ancora oggi, così come la fontana miracolosa.
Secondo il Martirologio Romano, Leonardo sarebbe morto il 6 novembre di un anno imprecisato, probabilmente nel 599.
Attorno al suo sepolcro affluirono, ben presto, numerosi pellegrini e con le offerte che essi lasciavano al monastero si costruì una grande comunità religiosa, presso la quale si sviluppò una fiorente cittadina dedita al commercio e favorita da speciali immunità.
Più tardi, la diffusione della vita del Santo ne accrebbe in tutta Europa la popolarità e la devozione religiosa: sorsero così numerose chiese e cappelle erette in suo onore e il suo nome ricorre frequentemente nella toponomastica e nel folklore.
In Italia il culto di San Leonardo è abbastanza diffuso.
Originariamente patrono dei prigionieri, San Leonardo è diventato il protettore di molte categorie di devoti: fabbri, fabbricanti di catene, ceppi, fibbie e fermagli, puerpere, agricoltori, minatori e anche briganti.
La diffusione del culto e la costruzione in tutta Europa di chiese a lui dedicate hanno variamente arricchito l’iconografia del Santo.
Gli attributi più comuni sono le catene o i ceppi dei prigionieri liberati e a ciò si aggiungono spesso il libro, la croce e la bandiera.


Devi effettuare l'accesso per postare un commento.