Centro di ricerca

giovedì 3 dicembre 2026 – ore 19.30 – Centro di Ricerca Musicale / Teatro San Leonardo

David Shea (Australia)
RITUALS
prima italiana

David Shea pianoforte, elettronica, campionatore, voce

musiche e video di David Shea

 

a cura di Walter Rovere

 

Biglietti

7€ – ridotto 5€^ e 2€^^

^ ridotto per studenti dell’Università di Bologna
^^ ridotto per studenti del Conservatorio “G.B. Martini” di Bologna e del Liceo Musicale Lucio “Dalla”

ai possessori della Card Cultura e Carta Giovani Nazionale
verrà applicato uno sconto di 2€ sul biglietto intero

la biglietteria apre 30 minuti prima dell’orario del concerto

 

Prevendite
www.boxerticket.it

si raccomanda l’acquisto dei biglietti in prevendita 

 

Rituals

Questo concerto è una raccolta di brani basati sulle forme e le ispirazioni dei rituali taoisti e buddisti. Organizzato come una sorta di suite per pianoforte acustico, elettronica, campane tibetane e strumenti vocali, ogni brano si fonde con il successivo, creando un senso di connessione tra gli antichi e i moderni adattamenti di questi rituali nelle nostre vite globali, virtuali, urbane e tecnologiche.

L’esplorazione si concentra su come questi rituali possano venire adattati alla nostra cultura globale e su come il mondo naturale, la cultura tecnologica e l’atto di creare e ascoltare il suono siano interconnessi: questo è il fulcro del concerto. Un movimento costante dalla serenità meditativa al conflitto e alla dissonanza, fino alla trance rituale e alle intersezioni culturali che gli antichi insegnamenti indicano come il fulcro del perché questi rituali venissero eseguiti, sia per la guarigione che per la comprensione del mondo, interiormente ed esteriormente.

Otto brani, ciascuno della durata di circa 8 minuti, saranno accompagnati da immagini video, registrazioni sul campo, collage di campioni e archivi sonori, il tutto integrato con l’esecuzione dal vivo e la performance come rituale, che forse è la natura stessa di ogni performance.

Le distinzioni tra le antiche nozioni di Oriente e Occidente, di Naturale ed Elettronico, non vengono sintetizzate in un insieme generico, ma piuttosto composte come un teatro di connessioni, stratificate all’interno del Rituale stesso: 8 fasi di schemi pacifici, intensi, caotici e ripetuti che formano la cornice di un rituale volto a esplorare come ascoltiamo e quale ruolo e influenza questi antichi rituali, trascritti nel nostro tempo, possano avere…

David Shea, luglio 2026

 

David Shea (ph. Lottie Davitt)

Nato nel 1965, David Shea è un compositore e strumentista australiano, particolarmente noto per il suo innovativo approccio all’uso di giradischi e campionatori. Dopo aver studiato al Conservatorio di Oberlin (Ohio) con Richard Hoffman, Morton Feldman, Randolph Coleman e Conrad Cummings, specializzandosi in musica classica contemporanea, colonne sonore e composizione e orchestrazione elettronica, dall’85 si è trasferito a New York per abbracciare l’improvvisazione libera e la scena della Nuova Musica della Downtown.

Sebbene le prime performance che presentò a New York fossero per voce sola, cominciò poco dopo a sviluppare un forte interesse nel comporre con i giradischi e nell’elaborare tecniche fisiche di improvvisazione con vinili e nastri, fortemente influenzato, già da adolescente, dalla musica concreta e dall’opera di Luc Ferrari.

Anche grazie al lavoro come bigliettaio alla leggendaria Roulette di New York, conobbe, e poco dopo iniziò a suonare, con musicisti come Zeena Parkins, John Zorn (celebre il suo The Golden Boat – Turntable Mix su Filmworks 86-90), Bobby Previte, Mr. Bungle, Marc Ribot, Anne LeBaron, Fast Forward…

Dopo avere inciso tra il ’92 e il ’93 opere come i propri cd d’esordio Shock Corridor e Prisoner (con Parkins, Ikue Mori, Shelley Hirsch, Jim Staley, Anthony Coleman, Kato Hideki e Jim Pugliese) e aver fatto parte del settetto di Elegy di Zorn (“che aveva spinto il mio lavoro con i giradischi ogni limite che sentivo avrei potuto raggiungere come solista“), il primo tour dopo l’uscita di Prisoner segnò il suo passaggio ai campionatori e ai collage digitali.

“Diverse conversazioni con Derek Bailey, Steve Beresford, Tony Oxley e Reggie Workman” – ha scritto, “mi incoraggiarono a creare i miei lavori per ensemble e a trovare una connessione con tutte queste influenze, combinando il collage con l’unicità dell’esecuzione dal vivo e della performance elettroacustica di gruppo”.

David Shea ha realizzato circa 80 registrazioni, oltre a numerose colonne sonore, opere per la danza, in particolare con il Karole Armitage Ballet, e installazioni in gallerie e musei. Sue installazioni sonore sono presenti in permanenza nelle collezioni del Centre Pompidou di Parigi, del MACBA di Barcellona e del Modern Art Museum di New York, per cui ha anche composto la colonna sonora del film-installazione Dial History.

Dopo un periodo di tre anni presso il centro di ricerca IRCAM (dove ha inciso assieme all’Ictus Ensemble la sua Chamber Symphony # 1 pubblicata da Tzadik), all’inizio degli anni 2000 si è trasferito a Bruxelles dove ha iniziato a progettare strumenti elettronici, poiché la composizione elettroacustica è diventata il fulcro del suo lavoro.

Alla fine dei 90, l’esplorazione del campionatore inteso come “strumento popolare della cultura dei media”, lo portarono a collaborazioni con musicisti folk in tutta Asia, Irlanda e Italia (la serie The Poem de Nuestra Signora 1996-2002, con musicisti italo-sloveni).

Parallelamente, una nuova fase del suo lavoro nacque dalla ricerca di trovare modi di connessione tra la sua musica elettronica e la sua ricerca spirituale tramite gli insegnamenti buddisti e taoisti.

Se già I (Sub Rosa 1995) usava come stimoli di partenza il concetto dell’Io come collettività del filosofo indiano Krishnamurti e le teorie di Gilles Deleuze, lavori come Rituals (2014, con la partecipazione di Oren Ambarchi, Joe Talia e Robin Rimbaud), The Thousand Buddha Caves (2021), e Meditations (2026), realizzati dopo il suo ritorno in Australia nel 2006, combinano strumenti acustici ed elettronici, campionamenti e registrazioni sul campo seguendo fili di ricerca su tradizioni culturali, cosmologie, misticismi, conoscenze esoteriche, forme cerimoniali rituali e pratiche meditative diverse attraverso le varie epoche, intrecciati a riferimenti eccentrici che vanno dai film di Bruce Lee alla musica di Giacinto Scelsi.

Walter Rovere

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33 AngelicA 2023
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