Centro di ricerca

mercoledì 16 dicembre 2026 – ore 19.30 – Centro di Ricerca Musicale / Teatro San Leonardo

Carlo Sampaolesi
RICHIAMARE

Carlo Sampaolesi fisarmonica

musiche di Carlo Sampaolesi

presentazione del disco edito da Canti Magnetici (Taranto) a giugno 2025

 

a cura di Carlo Sampaolesi

 

∇ ∇ ∇

 

Gianni Gebbia
PETRICHOR

Gianni Gebbia sax soprano, flauti bansoori, elettronica

musiche di Gianni Gebbia

presentazione del disco edito da objet-a (Palermo) a gennaio 2026

 

a cura di Gianni Gebbia

 

Biglietti

7€ – ridotto 5€^ e 2€^^

^ ridotto per studenti dell’Università di Bologna
^^ ridotto per studenti del Conservatorio “G.B. Martini” di Bologna e del Liceo Musicale Lucio “Dalla”

ai possessori della Card Cultura e Carta Giovani Nazionale
verrà applicato uno sconto di 2€ sul biglietto intero

la biglietteria apre 30 minuti prima dell’orario del concerto

 

Prevendite
www.boxerticket.it

si raccomanda l’acquisto dei biglietti in prevendita 

 

richiamare è il tentativo di creare un ponte con il passato, una connessione che unisce l’assenza e la precarietà come azione vivida del presente.
La Suite Francese n.3 di J.S. Bach è un brano che mi ha accompagnato per molti anni durante il mio percorso di crescita e di studi come musicista. Mi ha fatto confrontare con le difficoltà dello strumento, con la necessità di dedizione e la tendenza a raggiungere uno stadio di consapevolezza superiore. A distanza di molti anni quello stesso brano risuona nella mia memoria in un modo diverso. Ha creato un suo spazio autonomo, in cui la contaminazione tra invenzione musicale e memoria si fondono in un unico ricordo sonoro. Se questa opera mi è rimasta impressa così a lungo, è perché non l’ho mai risentita se non nella mia mente, dove si è progressivamente arrugginita, come un oggetto caduto in mare. Suonarla è come cercare di far riemergere quella città sommersa dalle acque.
Carlo Sampaolesi

 

Carlo Sampaolesi

Carlo Sampaolesi (1997) è un fisarmonicista e performer italiano residente a Bruxelles. Il suo interesse per il suono e il suo rapporto con lo spazio e il tempo lo hanno portato ad approfondire le possibilità timbriche e spettrali del suo strumento, intraprendendo una serie di collaborazioni e commissioni con compositori quali Francesca Verunelli, Dmitri Kourliandski, Gavin Bryars, Giulia Lorusso, Maurizio Azzan, Carlo Elia Praderio, Mattia Clera e molti altri.
Si laurea in Fisarmonica con Corrado Rojac e Claudio Jacomucci, per poi specializzarsi in musica contemporanea presso l’Advanced Master in Contemporary Music, in collaborazione con l’ICTUS Ensemble.
Si è esibito in numerosi festival, tra cui il TransArt Festival, Klarafestival (Bozar), Darmstadt Ferienkurse Festival, Festival ArteScienza, iMAL Brussels, Miry Conzertsaal, Festival Traiettorie, Festival Pontino, Ravenna Festival e molti altri, tenendo concerti in Germania, Austria, Francia, Belgio, Finlandia, Paesi Bassi e Albania.
Ha suonato con numerosi ensemble e orchestre quali i Neue Vocalsolisten, mdi ensemble, FontanaMIX Ensemble, Opificio Sonoro, l’Orchestra del Teatro “La Fenice” di Venezia, Eutopia Ensemble, il Dedalus Ensemble e altri, e ha inoltre collaborato con artisti quali Claron McFadden, Lucy Railton, Jessie Cox, Catherine Lamb e altri.
È membro dell’ICTUS Ensemble, per il quale, nel febbraio 2026 a Bruxelles, è stato direttore artistico e fisarmonicista del progetto “Maximalist! – Ictus plays De Mey & Vermeersch”; a marzo dello stesso anno, in duo con Pietro Elia Barcellona, ha eseguito a Mantova brani appositamente arrangiati dal compositore Simon Steen-Andersen per fisarmonica e contrabbasso nell’ambito del concerto ARIA.
Nel 2025 ha collaborato alla performance teatrale Ablazione, creata insieme al regista Giacomo Lilliù e alla drammaturga Eliana Rotella. L’anno successivo ha presentato il suo progetto RICHIAMARE, un’opera con la ballerina Diane Madden, coreografata da Jacob Storer.
È organizzatore e direttore artistico di PNE.UMA – Contemporary Accordion Festival.
La sua discografia comprende gli album PAR.ETI (con brani di Solbiati, Sciarrino, Berio, Kourliandski), Space is Only Noise, Il Legno è Parola, e la cassetta one-sided Richiamare.
www.carlosampaolesi.com

 

Petrichor è l’ultimo lavoro in solo di Gianni Gebbia, pubblicato nel 2026 per l’etichetta objet-a. Il titolo richiama il profumo della pioggia sulla terra asciutta: un’immagine che sintetizza bene l’atmosfera del disco, costruita su suoni sottili, rarefatti e in continuo movimento.
Petrichor si muove tra sax, flauti bansuri, elettronica e materiali acustici minimali. I brani sono brevi micro-paesaggi sonori piuttosto che composizioni tradizionali.
L’idea centrale del progetto è quella di creare un ascolto immersivo e non invadente basato sulle nuances e i dettagli: un flusso di suoni che lavora su micro-variazioni, texture e respiri. In questo senso Petrichor si inserisce pienamente nella ricerca di Gebbia tra free improvisation, minimalismo e influenze extra-occidentali, già presenti in molta della sua produzione.

 

Gianni Gebbia

Gianni Gebbia (Palermo, 1961) sassofonista, flautista e compositore, è tra le figure più riconosciute della scena della musica improvvisata e del jazz creativo europeo.
Autodidatta, fa le sue prime esperienze con formazioni e orchestre siciliane, e partecipando a jam session con musicisti americani di passaggio; alla fine dei ’70 inizia a collaborare con gruppi influenzati dal pop progressive, dal “rock in opposition” e dal nuovo folk (Rakali e Shamàl). Nel 1980 si trasferisce a New York dove frequenta la nuova loft scene radicale e la leggendaria University of the Streets diretta dal sassofonista Muhammad Salahuddin.
Verso la metà degli ’80 intraprende l’attività solista nel campo del jazz contemporaneo e poi della musica improvvisata, guidando varie formazioni e partecipando a festival come Imola Jazz at the rock, Clusone Jazz, Jazz Bo, Katapult Koblenz.
Nel 1990 partecipa in solo al Total Music Meeting di Berlino della FMP accanto a musicisti come Steve Lacy e Lindsay Cooper. Nello stesso anno viene votato miglior nuovo talento nel referendum indetto dalla rivista Musica Jazz.
Dall’89 al ’92 dirige il Gianni Gebbia Group e il Gianni Gebbia Trio, di cui fanno parte il batterista Vittorio Villa ed il contrabbassista Lelio Giannetto e vari ospiti tra i quali il trombettista Pino Minafra, il violoncellista olandese Ernst Reijseger e il manipolatore di suoni Massimo Simonini; con questa formazione compie numerosi tour in Europa.
Dal 1991 collabora con il percussionista tedesco Gunther Baby Sommer e il contrabbassista Peter Kowald ricomponendo così una delle accoppiate storiche del free jazz europeo, e nel 1993 dà vita, assieme a Villa e alla cantante Miriam Palma, al progetto tra folk e improvvisazione Terra Arsa, con cui partecipa a festival illustri come Victoriaville, Mulhouse e Saalfelden.
Tra gli altri progetti da lui animati ci sono il Trionacria con Roy Paci e Francesco Cusa, il trio Switters con Cusa e Vincenzo Vasi, i Zen Widow con Garth Powell e Matt Goodheart, ed il Magnetic Trio con Gabrio Bevilacqua e Carmelo Graceffa, assieme ai quali reinterpreta le sue melodie e composizioni create dagli anni 80 ad oggi in una sorta di condensato di tutte le sue esperienze musicali. Con la polistrumentista giapponese Eiko Ishibashi incide in duo (Songs from the Colosseum of your Mind vol. 1) e in trio (Maboroshi, col bassista Daniele Camarda).
Ha all’attivo una lunga storia di collaborazioni con il compositore Heiner Goebbels, assieme al quale si è esibito più volte in duo (a partire dall’ottobre 2017 per il concerto In memoria di Mario Zanzani di AngelicA); dal 2018 al 2025 ha fatto parte dello spettacolo Everything that happened and would happen (Manchester Film Festival, New York Armory Hall, RuhrTriennale Bochum, St. Petersburg Olympics Festival), e dal 2019 al 2025 del settetto The Mayfield (Wall of Sounds Palermo, Moers, AngelicA, Winterthur, La Muse en Circuit, Monheim Triennale).
Tra i numerosissimi artisti con cui ha collaborato ci sono anche danzatori contemporanei e butoh (Masaki Iwana, Tadashi Endo, Antonio Carallo, Julie Stanzak, Yves Musard), registi cinematografici e teatrali (Raul Ruiz, Roberto Andò, Jerome Savary. Guido Chiesa, Vanessa Redgrave, Heiner Goebbels, Aurelien Bory, Stefania Casini, Davide Riondino, Luca Guadagnino), artisti visivi (Toti Garraffa, Nicola Console, Martha Keller, Georgina Starr), poeti (Alberto Masala), videomakers (Salvo Cuccia), e artisti circensi (Francois Chat, Vera Mormino).
Per molti anni ha visitato annualmente il Giappone per studiare la meditazione Zen (con Shodo Harada Roshi della scuola Rinzai Zen di Okayama), e ha diretto film sul rapporto tra la cultura occidentale e il Giappone: Asakusa No Brecht (Brecht ad Asakusa), Nanbanjin (I barbari del Sud) e O’Tama Monagatari (La storia di O’Tama) sulla pittrice giapponese O’Tama Kiyohara, che trascorse in Sicilia la maggior parte della vita.
Più recentemente, si è avvicinato allo studio e utilizzo dei flauti bansuri indiani nelle sue performance, avendo avuto modo di frequentare corsi con il rinomato Maestro Hariprasad Chaurasia e le sue allieve Debopriya e Suchismita Chatterje. Da questo interesse sono nati gli album in solo Vapor e Calor dove utilizza principalmente il flauto bansuri.
Ad AngelicA, oltre alle partecipazioni con Heiner Goebbels, ha suonato nelle edizioni 1992 (in quartetto con Lindsay Cooper, Lars Hollmer e Fred Frith), nel 2015 in duo con Carl Stone e nel 2016 con Milford Graves (nell’ambito di Cell Melodies, sperimentazioni dal vivo sul dialogo tra musica e cellule, a cura di Carlo Ventura), tutti concerti in prima assoluta. Per i dischi di angelica sono usciti Angels on the Edge of Time (Cooper/Gebbia/Hollmer/Frith) e Soluzione Atemporale 1992-94 (Gebbia/Popoli/Simonini).
https://objet-a.bandcamp.com/

  • Attiva o disattiva effetto cursore
33 AngelicA 2023
Caricamento commenti...

Devi effettuare l'accesso per postare un commento.