sabato 31 ottobre 2026 – ore 20.30 – Teatro Municipale Valli – Reggio Emilia
Arto Lindsay
THE GHOST OF UNITY (Stati Uniti, Brasile, Austria, Italia)
prima assoluta
con
Arto Lindsay chitarra elettrica, voce
Melvin Gibbs basso elettrico, elettronica
Emilio Modeste sax tenore, sax soprano
Stefan Brunner spazializzazione del suono, elettronica
+
Icarus Ensemble:
Mirco Ghirardini clarinetto, clarinetto basso, clarinetto contrabbasso, sax soprano
Sofia Gatti sax alto
Pietro Vecchi sax tenore
Tiziano Bianchi tromba, flicorno
Christian Rebecchi tromba, flicorno
Pietro Martino tromba, cornetta
+
Coro Interculturale di Reggio Emilia – Gaetano Nenna direttore
musiche di Arto Lindsay, …
residenza & registrazione 28, 29, 30, 31 ottobre & concerto 31 ottobre
Festival Aperto – Fondazione I Teatri di Reggio Emilia in coproduzione con AngelicA | Centro di Ricerca Musicale
nell’ambito di OO | Opere Oltre
Biglietti
da 10.50€ a 20€
Prevendite
vivaticket.com
Informazioni
Teatro Municipale Valli
t 0522.458811 – biglietteria@iteatri.re.it – www.iteatri.re.it/tipo/aperto/
Scriviamo canzoni, registriamo canzoni e suoniamo canzoni. Raramente le suoniamo nello stesso modo in cui le abbiamo registrate. Di norma improvvisiamo sopra e attorno alle canzoni, ma le canzoni sono sempre là, per noi e per voi. Si potrebbe dire che estendiamo le canzoni, che le apriamo per farvi entrar luce, o per farvi soffiare attraverso un vento oscuro.In The Ghost of Unity, un coro e un gruppo di fiati ci aiuteranno a estendere queste canzoni. Ma non sempre desideriamo che voi comprendiate il modo in cui l’orchestrazione a volte si slega da ciò che stiamo suonando. Il coro ci seguirà o ci guiderà? I fiati ci imiteranno o adotteranno un approccio più seducente, o più aggressivo?Il suono è un movimento dell’aria, viaggia sempre attraverso lo spazio, ma in questo caso creeremo delle scorciatoie, posizionando gli altoparlanti nel cuore del teatro, dietro di voi e davanti a voi. Ciò che sarà insieme più intimo e più intrusivo.Un gioco di parole bilingue può aiutare a comprendere cosa proponiamo e come procederemo.
Stampaggio – usare una matrice o uno stampo per creare versioni ripetute di una forma.
Stampede – l’impeto sconsiderato di un gruppo di animali o di una folla.
Da qualche parte tra queste due parole troviamo la nostra performance.
La distribuzione dei nostri altoparlanti e l’attivazione di un suono tramite un altro forniscono uno stampo attraverso il quale la nostra musica si diffonde impetuosa.
Arto Lindsay
(Rio de Janeiro, dicembre 2025 e aprile 2026)
Nato nel 1953 negli Stati Uniti (a Richmond, Virginia) ma cresciuto in Brasile negli anni ’60 assorbendo le innovazioni musicali del Tropicalismo, Arto Lindsay ha esordito nel 1978 con i leggendari DNA, durati fino all’81 senza arrivare a incidere un album, ma che lasceranno una impronta indelebile sulla scena No Wave.
Nella prima metà degli anni 80 fa parte dei Lounge Lizards e dei Golden Palominos; da allora ha suonato in dischi e dal vivo con Love of Life Orchestra, John Zorn, David Moss, Kip Hanrahan, Ryuichi Sakamoto, Don King, Heiner Goebbels, John Lurie, Seigen Ono, Laurie Anderson, Nanà Vasconcelos, Bill Frisell, Die Haut, Allen Ginsberg, David Byrne, DJ Spooky, Gipsy Kings, Uri Caine, Paal Nilssen-Love, Ken Vandermark, Joe McPhee, ecc.
Nell’84 forma gli Ambitious Lovers con Peter Scherer, progetto più pop-rock che durerà fino al ’91, nel quale iniziano a esplicitarsi gli omaggi alla musica brasiliana che già si potevano individuare in nuce nelle innovative strutture ritmiche dei DNA.
Le sue collaborazioni in Italia includono la produzione dell’EP d’esordio degli Hi-Fi Bros nel 1981, nell’83 la scrittura dei testi per l’lp dei Krisma Nothing To Do With The Dog, nel ’99 la produzione di Cyrano della Piccola Orchestra Avion Travel, e nel 2013 la partecipazione a due brani di Dancing Polonia dei Saluti da Saturno.
A partire dal 1989 lavora come produttore di numerosi dischi di Caetano Veloso, Marisa Monte, Gal Costa, Vinicius Cantuária e Carlinhos Brown, e nel 2001 l’album di Marisa Monte da lui curato Memórias, Crônicas E Declarações De Amor vince il Latin Grammy come “Best Brazilian Contemporary Pop Album”.
Parallelamente alla produzione discografica, Lindsay è attivo nel campo della sound art sia come curatore che come autore di installazioni e performance. Nel 2004 ha creato con il celebre artista Matthew Barney De Lama Lamina, una performance/processione musicale per il Carnevale di Salvador de Bahia ispirata alle divinità della religione Candomblé, e documentata nell’omonimo documentario e nel corto Hoist di Barney.
Nel 2009 ha creato per Performa 09 di New York Somewhere I Read, collaborazione con la coreografa Lily Baldwin; per la Biennale di Venezia la parata/evento multidisciplinare Multinatural (blackout), in collaborazione con l’architetto Peter Zuspan, il coreografo Richard Siegal, gli studenti dello IUAV di Venezia e il videomaker Carlos Casas; e per il festival di Santarcangelo 2009 (con la direzione artistica di Chiara Guidi in collaborazione con Massimo Simonini per la musica) la performance 36 Years in 1 Night, ispirata alla figura di Simone lo Stilita.
La sua installazione 7 Types of Ambiguity – A Parade è stata allestita all’ECAL / University of Art and Design di Losanna nel 2022, e riconfigurata come My Body is Unfinished, a Re-purposed Parade, installazione sonora multicanale creata in collaborazione con Stefan Brunner e inaugurata alla Haus der Kunst di Monaco a giugno 2026.
Ad AngelicA ha presentato, nel 2010, la prima assoluta di 4 Skies per voce, orchestra e band (con la Filarmonica Arturo Toscanini nei teatri di Lugo e Modena), e in prima europea UM POR UM per settetto di musicisti nell’edizione 2013.
Melvin Gibbs è nato a Brooklyn, New York, nel 1958. Le sue prime esperienze professionali sono state come membro dei Defunkt, uno dei gruppi di punta della scena newyorchese degli anni 80; altre sue collaborazioni di quella decade sono state con la Decoding Society di Ronald Shannon Jackson, con i chitarristi Vernon Reid e Sonny Sharrock, e con il sassofonista John Zorn. Assieme a Jackson e Bill Frisell ha creato il trio Power Tools, e con D.K. Dyson la band Eye and I, assieme ai quali è stato tra i promotori della Black Rock Coalition.
È stato membro della Rollins Band di Henry Rollins dal 1993 al ’98, e nel 2006 durante la breve reunion del gruppo.
Tra i suoi progetti di più lunga durata c’è il trio Harriet Tubman, formato nel 1998 con il chitarrista Brandon Ross e il batterista J.T. Lewis, con cui ha continuato a incidere fino a oggi. Tra i suoi altri progetti figurano Melvin Runs the Hoodoo Down con il chitarrista Pete Cosey e il tastierista John Medeski, e lo Zig Zag Power Trio con il chitarrista Vernon Reid e il batterista Will Calhoun dei Living Colour.
Con Arto Lindsay ha collaborato musicalmente per la prima volta nel 1984, e Lindsay lo ha definito il suo “collaboratore più stretto”; ha inciso nei suoi dischi a partire dagli Ambitious Lovers, per seguirlo poi nei suoi album come solista e nelle sue produzioni (Marisa Monte, Caetano Veloso, Ana Torroja).
Emilio Modeste è un sassofonista e compositore di New York. Allievo del grande batterista e produttore Lenny White, Modeste esplora innumerevoli stili di espressione musicale nella sua arte. Forse più noto per la sua collaborazione con il compianto trombettista Wallace Roney (nel cui quintetto si è esibito dal 2017 fino alla sua scomparsa nel marzo 2020 in tutta Europa, Stati Uniti, Canada, Cina e Messico), attualmente è in tour con le band di Stanley Clarke, Kassa Overall, Cindy Blackman Santana e Julius Rodriguez. Modeste ha inoltre girato il mondo in tour con il suo gruppo di future fusion Instant Alter, e ha condiviso il palco con musicisti di fama mondiale tra cui Ron Carter, Jimmy Cobb, Buster Williams, Patrice Rushen, Lenny White, Gary Bartz, Steve Turre, Christian McBride e molti altri. Ugualmente abile al sax tenore e soprano, il suono dinamico di Modeste e il suo spirito narrativo creano un campo gravitazionale che attrae anche gli ascoltatori più restii. Il suo sound si può ascoltare nei recenti album Cream di Kassa Overall (Warp 2025) e in Coherence di Cindy Blackman Santana (Mack Avenue 2026), ed è presente anche nell’ultimo album di Stanley Clarke.
Il suo imminente album di debutto sarà pubblicato da JMI Recordings e vanta un cast stellare composto dal pianista Patrice Rushen, dal bassista Stanley Clarke, dal batterista Kassa Overall e dal percussionista Daniel Moreno.
Stefan Brunner è un musicista elettronico, attivo nella creazione di installazioni e opere di sound art. A Vienna, in collaborazione con l’artista Anja Tessmann, ha creato la performance di coro virtuale Trink die bar leer oder nieder mit dem Kapitalismus, l’installazione interattiva Discomaedels, e la trasmissione radio privata Sommersender. All’University for music and Performing Arts di Vienna nel 2005 e al festival Signal To Noise (Vancouver) nel 2006, ha presentato la performance Full Contact Concert, per incontro di boxe con colpi, respiri e battiti cardiaci amplificati, in collaborazione con Michael Wilhelm e Daniel Lercher.
Al Padiglione Austriaco all’Expo 2010 di Shanghai ha eseguito New Found Friends, improvvisazione per strumenti acustici, ritmi programmati e laptop; nel 2018 in Polonia, assieme al gruppo multinazionale Apparatjik, ha creato The Sound Of Szczecin, composizione algoritmica per il festival della Szczecin Philharmonic Symphony.
Le sue collaborazioni con Arto Lindsay comprendono il sound design e la spazializzazione per Tide by Side, processione di inaugurazione del Faena Forum di Miami del 2016, e il successivo concerto al Forum in trio con Melvin Gibbs; concerti in duo con Arto al Portikus di Francoforte e al HBC di Berlino, e con la sua band ad AngelicA nel 2013, a Palazzo Grassi nel 2015, e alla Pinault Collection di Parigi nel 2025; e le installazioni 7 Types of Ambiguity – A Parade (ECAL Losanna 2022) e My Body is Unfinished, a Re-purposed Parade (Haus der Kunst, Monaco 2026).

Icarus Ensemble
L’Icarus Ensemble nasce nel 1994. Ensemble di livello internazionale, ha suonato in Messico (Festival Cervantino, Festival Donatoni, Forum Manuel Enriquez, Oaxaca Festival), Argentina (Teatro Colon di Buenos Aires), in Olanda (Gaudeamus Week), Belgio (Ars Musica, Bruxelles e Mons), Inghilterra (Huddersfiel Contemporary Music Festival, Festival Musica 2000 Cardiff, Swansea Festival), Giappone (Art Festival of the New Generation, Tokyo), Svizzera (Tag fur der Neue Musik Zurich, ISMC Lugano), Croazia (Biennale di Zagabria), Stati Uniti (UK for NY New York, Spring Festival of the Italian Music San Francisco), Egitto (Opera House Cairo e Alessandria), Francia (Festival Manca Nizza, Italiart Digion), Festival Deodat de Severac), Germania (Musikhochschule e Gasteig Munchen, Theaterhaus Pragsattel, Stuttgart), Azerbaijan (SonorFestival Baku), Indonesia (Giacarta e Bali), ecc.
In Italia ha suonato per quasi tutte le maggiori istituzioni e festival. È attualmente Ensemble in residenza al Teatro di Reggio Emilia.
Tra le collaborazioni, si segnalano quelle con i registi Yoshi Oida (2003) per la realizzazione dell’opera Alex Brücke Langer di Verrando, per l’opera The Rape of Lucretia di Britten e per Miracolo a Milano di Giorgio Battistelli; con Franco Ripa di Meana per Il tempo sospeso del volo; con Francesco Micheli per Fidelio Off (2009); con l’artista Christian Boltanski per l’installazione Tant que nous sommes vivants (2005); con Lorenzo Mijares per De Cachetito Raspado di Juan Trigos, con Otolab (Sincronie 2004, 2005, Chew-Z 2006 e Rec 2006 e tutti i concerti legati al progetto Prove di volo), con Luca Scarzella (Lips, Eyes, Bang di Francesconi e The Rape of Lucretia di Britten), con Roberto Paci Dalò e i Giardini Pensili per lo spettacolo Organo Magico Organo Laico.
Le sue produzioni hanno incluso esponenti della scena elettronica e post techno internazionale quali Staalplaat Soundsystem (Olanda), Pan Sonic (Finlandia), Matmos (USA), Andi Toma dei Mouse on Mars (Germania). Icarus si è spesso unito ad altri ensembles quali Alter Ego, Neuevocalsolisten (Germania) e Cantus (Croazia), Coro Claudio Merulo per progetti speciali.
Ha inciso per Ricordi, Stradivarius, Bottega Discantica, Sincronie, Ariston, Spaziomusica.
Il Coro Interculturale di Reggio Emilia è un gruppo vocale nato nel 2019 all’interno del Centro Interculturale Mondinsieme. Dal 2019 al 2025 ha operato come associazione di promozione sociale, per poi evolversi in un gruppo autocostituito. Riunisce oltre 30 coristi di 12 nazionalità diverse, con o senza formazione musicale, accomunati dal desiderio di incontrarsi attraverso il canto.
Il coro propone un repertorio multilingue basato sulla pratica del “canto ereditato”: ogni partecipante può proporre un brano significativo della propria cultura, che viene arrangiato e condiviso. Nasce così un repertorio corale vivo e in continua trasformazione, fatto di canti popolari, rituali e tradizionali da tutto il mondo.
Negli anni il Coro ha animato numerosi eventi pubblici e sociali e ha collaborato con scuole, associazioni, rassegne e istituzioni culturali del territorio.
È un coro aperto, orizzontale e inclusivo, dove si canta per conoscersi, riconoscersi, e costruire legami autentici tra persone e culture.









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