Extra e Eventi

Giuseppe Chiari, GESTI SUL PIANO. Prima Settimana Internazionale della Performance, Bologna, 1977. Collezione MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna. (ph. Silvia Lelli / Lelli e Masotti Archivio. Immagine acquistata grazie al PAC 2021 – Piano per l’Arte Contemporanea)

 

MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna 
in collaborazione con 
AngelicA | Centro di Ricerca Musicale
e con
Fondazione Bonotto
presenta

un ciclo di concerti con la musica di Giuseppe Chiari
Bologna, 28 maggio + 26 settembre 2026
 

* * * * * 

 

28 maggio 2026 – ore 19.00 – MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna – Sala delle Ciminiere

– – >  Reinier van Houdt (Olanda)

in occasione dell’opening della mostra
Giuseppe Chiari 1926-2026. Partitura per un museo 

Giuseppe Chiari (Firenze, 26 settembre 1926 – 9 maggio 2007)

INTERVALLI  (1950 – 1956); per pianoforte

Reinier van Houdt pianoforte

musiche di Giuseppe Chiari

 

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26 settembre 2026 – ore 17.00 e 19.00  – MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna – Sala delle Ciminiere

ore 17.00

– – >  Agnese Toniutti (Italia)

prossimamente sarà annunciato il programma dettagliato

Agnese Toniutti pianoforte, pianoforte giocattolo

musiche di Giuseppe Chiari, …

 

ore 19.00

– – >  Chiara Saccone & Deborah Walker (Italia)

prossimamente sarà annunciato il programma dettagliato

Chiara Saccone pianoforte, oggetti; Deborah Walker violoncello, oggetti

musiche di Giuseppe Chiari

 

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nell’ambito di

Giuseppe Chiari 1926-2026. Partitura per un museo 
una mostra curata da Lorenzo Balbi e Mario Chiari
presso il MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna dal 29 maggio al 27 settembre 2026

MAMbo, in collaborazione con AngelicA | Centro di Ricerca Musicale e con Fondazione Bonotto,
presenta un ciclo di concerti con la musica di Giuseppe Chiari – 28 maggio 2026 + 26 settembre 2026

il progetto espositivo è sostenuto dal PAC2025 – Piano per l’Arte Contemporanea,
promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura

 

Giuseppe Chiari, GESTI SUL PIANO. Prima Settimana Internazionale della Performance, Bologna, 1977. Collezione MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna. (ph. Silvia Lelli / Lelli e Masotti Archivio. Immagine acquistata grazie al PAC 2021 – Piano per l’Arte Contemporanea)

 

> – – – > l’apparente astrattezza ci rivela (poi) e rappresenta un disegno nitido,
un pensiero preciso, chiarissimo > – – – >  frutto di una visione, frutto della creazione

massimosimonini

 

NOTA BENE >

> gli approfondimenti per i concerti del 26 settembre saranno pubblicati prossimamente in data da definire

  

Giovedì 28 maggio 2026, dalle ore 18.00 alle 21.00, inaugura nella Sala delle Ciminiere del MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna del Settore Musei Civici del Comune di Bologna la mostra Giuseppe Chiari 1926-2026. Partitura per un museo, curata da Lorenzo Balbi e Mario Chiari.

L’esposizione, prima retrospettiva completa del lavoro di Giuseppe Chiari in un’istituzione pubblica, è concepita in occasione del centenario della nascita dell’artista (Firenze, 26 settembre 1926 – Firenze, 9 maggio 2007) con l’intento di restituire una lettura critica complessiva della sua produzione, riconosciuta come una delle più rilevanti nel panorama dell’arte italiana della seconda metà del Novecento.

Alle ore 19.00 il pianista olandese Reinier van Houdt eseguirà Intervalli (1950 – 1956) di Giuseppe Chiari, un’opera finora poco conosciuta (pubblicata su disco quest’anno per la prima volta), ma di grande rilevanza, e che può essere considerata come il primo brano minimalista della storia della musica.

Il concerto è realizzato in collaborazione con AngelicA | Centro di Ricerca Musicale e con Fondazione Bonotto.

Altri due concerti speciali chiuderanno la mostra il 26 settembre 2026: la pianista Agnese Toniutti, e il duo di Chiara Saccone & Deborah Walker.

 

INTERVALLI

Intervalli (1951-1956) del pioniere italiano Fluxus Giuseppe Chiari potrebbe essere considerato il primo brano minimalista della storia della musica.
Tuttavia, le note non vengono mai ripetute letteralmente. Ciò che si ripete è un movimento, un susseguirsi di note nel tempo che poi subisce permutazioni in tutte le direzioni. Non ci sono temi, motivi, sequenze o schemi. L’identità dei suoni non è importante, ciò che conta sono le differenze: gli intervalli tra i toni sono coniugati in vari movimenti – movimenti di espansione, contrazione, addizione, sottrazione, ecc.
In ciascuna delle dodici parti, i dodici intervalli vengono elaborati in modi ingegnosi e frenetici che stupiscono per la loro diversità, timbro e movimento.
Reinier van Houdt

 

Compositore e improvvisatore, artista concettuale e teorico, GIUSEPPE CHIARI ha segnato fortemente, con il suo pensiero filosofico e artistico, la scena musicale internazionale degli anni sessanta e settanta.
Nel 1962 è l’unico italiano a entrare a far parte di Fluxus come membro ufficiale: nel primo festival del movimento (Wiesbaden settembre ’62), Frederic Rzewski eseguì i suoi Gesti sul Piano, e il primo Fluxyearbox assemblato da George Maciunas conteneva la partitura di La Strada (eseguita a dicembre ’64 da Cornelius Cardew e Robin Page all’ICA di Londra), una busta con vari foglietti descriventi una serie di rumori derivanti da azioni (“lo scrivere di una penna sulla carta” “il suono melanconico di un oboe” “il rumore della folla a una partita di calcio” ecc.), che prevalentemente “devono venire solo annunciate, lasciando allo spettatore immaginare i fatti auditivi che comportano”, mentre “solo alcune, poche possono essere eseguite”.
I Gesti sul Piano, che restano il suo lavoro più celebre, sono anche quelli che contribuiscono a definire in maniera più paradigmatica l’estetica radicale di Chiari. Partendo da un’immaginaria situazione di tabula rasa (“L’uomo […] Non ha mai visto suonare un piano. Non concepisce che un dito serva per un tasto.”) Chiari crea una partitura unicamente gestuale, pura action music che separa (lasciandolo indeterminato) gesto esecutivo e suono. Come scrive Gillo Dorfles, “Chiari ha, precocemente e prima di molti altri, messo in atto una duplice formulazione della sua opera: quella propriamente processuale, musicalmente processuale, ma anche visualmente tale; e quella gestuale e d’azione. […] E questo lo pone in primo piano tra coloro che hanno individuato nella manipolazione della propria corporeità e nella programmazione d’una processualità ideativa, la matrice di un’attività estetica.”
Non casualmente, Chiari si legò a Charlotte Moorman, colei che più – tra gli artisti attorno a Fluxus -, mise in primo piano la corporeità nelle sue performance, dedicandole la famosa Per Arco del 1964, una partitura verbale per nastro magnetico, e descrizioni di gesti e modalità di produzione del suono.
Il musicista fiorentino ha inoltre praticato intensivamente l’improvvisazione, da concerti nella seconda metà dei ’60 con vari membri di Musica Elettronica Viva (Rzewski, Curran, Phetteplace, Cataldi, Teitelbaum, Lacy) sulla sua Strimpellare. Suonate quel che volete (1965), al grande evento per 100 improvvisatori (musicisti e non) al Pecci di Prato nel ’90.

I suoi Intervalli, composti tra il 1950 e il 1956 e ora incisi integralmente su disco da Reinier van Houdt, rappresentano invece una delle sue composizioni meno conosciute ma anche più sorprendenti, sia in relazione alla coeva avanguardia europea, che rispetto alla direzione verso la “musica gestuale” che prenderà il suo lavoro.
Prima opera ufficiale nel catalogo di Chiari, inizierà a venire eseguita solo nel 1970 (con un concerto di La Monte Young presso lo spazio di Rzewski a Roma!), seguita da performance di Zygmunt Krause, Sylvano Bussotti, e Giancarlo Cardini, che la descrisse come “una lenta successione di accordi, inframmezzati da pause, e con scelta registrica costantemente cangiante”.
È interessante notare l’intervento di Young, non solo naturalmente per la comune (iniziale) militanza in Fluxus, ma perché di fatto gli Intervalli sembrano anticipare di anni il minimalismo e le teorizzazioni su processi sistemici, serialità e variazione esplicitate da Steve Reich e Sol LeWitt nei loro rispettivi manifesti del ’67-68.
È una curiosa coincidenza che Chiari abbia fondato nel ’60 Vita Musicale Contemporanea a Firenze con Pietro Grossi, pioniere dell’arte informatica e del calcolo combinatorio applicato alla musica; ma prima di questo incontro, Chiari proveniva comunque da studi di matematica all’Università, e come scrisse nella sua Autobiografia (1996): “Siamo nel 1950. Chiari compone sulla tastiera composizioni geometriche, applica combinazioni.”

Come ricorda Gabriele Bonomo nelle note al disco pubblicato da Alga Marghen, Chiari riassunse le basi teoriche che avevano ispirato gli Intervalli in un suo saggio del 1959, intitolato La composizione intesa come disposizione logica degli elementi sonori.
Nello scritto, Chiari si concentra “sull’idea di una disposizione razionale della sequenza dei suoni e/o della loro simultaneità attraverso un sistema … di ripetizioni di varianti o invarianti, definiti dalle loro caratteristiche intervallari e durate. Un sistema più o meno controllato, in quanto opera all’interno di un insieme limitato di possibilità date – un fattore che porta a una radicale riduzione dei parametri musicali – ma al contempo liberato dal potenziale delle loro combinazioni indefinite.”
Nella stessa raccolta (Trattato di Musica, pubblicato solo nel ’93) compare anche Il gioco degli Intervalli, una lunga esemplificazione delle idee compositive che presiedono il brano:

Strutturare per INTERVALLI è non considerare Frasi melodiche.
Non considerare un SUONO solo nella sua altezza.
Ma considerare solo il rapporto fra DUE SUONI..
…l’elemento è l’INTERVALLO…
LA STRUTTURA DI INTERVALLI è una Disposizione di Intervalli

Un GIOCARE a Domanda e RISPOSTA con gli intervalli.

_

Il primo suono è pazzo (libero) (scelto liberamente)
Il suono 2 è pazzo
[ho un intervallo]

…se decido che questo intervallo è un’INDICAZIONE il suono 3 non è pazzo

…se decido che questo intervallo non è un’INDICAZIONE il suono 3 è pazzo

Nel gioco degli intervalli si tratta di rispondere a un intervallo con un intervallo; il suono è sempre o un Basso o un Acuto di un Intervallo. In Verticale o in Orizzontale…
Non è mai un Suono a sé stante.

il discorso è sempre lo stesso

…suonare un certo numero di suoni ad libitum…
vedere quante indicazioni danno gli intervalli…
scegliere alcuni intervalli… alcuni, non tutti, come obbligati…
poi suonare altri suoni dove gli intervalli obbligati sono insieme a tante altre cose
…e riprincipiare…

in questa nuova ondata scegliere alcuni intervalli obbligati…
…rifarli insieme a tante altre cose…

[segue per altre 21 pagine, NdC]

Anche questa fase ciononostante, secondo Bonomo, sembra contenere i semi del più riconoscibile futuro percorso creativo del compositore fiorentino:
“I processi sistematici di limitazione e ripetizione dei parametri musicali emergeranno in seguito con la nascita del minimalismo. Tuttavia, mentre la musica minimale impiega la riduzione sistematica dei parametri e le loro ripetizioni per guidare uno sviluppo unidirezionale come processo graduale, gli Intervalli di Chiari si muovono verso un concetto opposto che “studia i rapporti tra i suoni senza ordine di precedenza nel tempo” al fine di ottenere “una musica che toglie il potere discorsivo della successione” (Chiari, cit. in La composizione intesa come disposizione logica degli elementi sonori). Un chiaro indicatore di una concezione oggettiva, quasi atomistica, del suono, volta a decostruirne l’omologazione sintattica. Da qui la sua rilevanza concettuale, che non può essere equiparata alle correnti canoniche del minimalismo: una sfumatura che avrebbe successivamente predisposto Chiari a un’apertura informale verso il gesto performativo.”

Walter Rovere

 

Reinier van Houdt (ph. Nino Purtschvanidze)

Pianista e compositore, Reinier van Houdt ha pubblicato cinque album come solista per etichette come Hollow Ground, Discreet Editions, Erstwhile, Elsewhere e Matière Mémoire.
Oltre a eseguire la propria musica, ha presentato prime assolute di artisti come Robert Ashley, Maria de Alvear, Alvin Curran, Kaikhosru Sorabji, Francisco López, Christian Marclay, Nomi Epstein, Charlemagne Palestine, Jerry Hunt, Michael Pisaro, Walter Marchetti, Jürg Frey e Petra Strahovnik.
Ha inoltre collaborato con Annea Lockwood, John Cage, Alvin Lucier, Luc Ferrari e Peter Ablinger.
Da molti anni è membro dei Current 93 di David Tibet, nell’ambito dei quali ha lavorato con Nick Cave, John Zorn, Anohni, Tony McPhee e Ossian Brown. Ma è anche una delle forze trainanti del collettivo di musica sperimentale MAZE con Yannis Kyriakides, e fa parte del Trio Scordatura.
Si è esibito in locali diversissimi tra loro, come The Roulette e l’Issue Project Room a New York, il Colegio Ildefonso di Città del Messico, il Café Oto e la Queen Elizabeth Hall a Londra, il DOM di Mosca, l’Empty Gallery di Hong Kong, il Paradiso di Amsterdam, l’Apollohuis di Eindhoven, la New Library di Alessandria d’Egitto, il REDCAT e il Wulf di Los Angeles, il Mills College di Oakland, il Kuryokhin Center di San Pietroburgo, il Trafo di Budapest, i Nuits Nomadiques di Parigi, il Brut di Vienna, l’HAU e la Volksbühne di Berlino, il Tramway di Glasgow e il Klangraum di Düsseldorf. Tra le sue partecipazioni a festival si annoverano CTM Berlino, Meltdown Londra, AngelicA Bologna, Holland Festival, Warsaw Autumn, Incubate Tilburg, UNSOUND Polonia, Primavera Barcellona, November Music Den Bosch e molti altri.
Ha vinto un premio all’Ars Electronica Linz 2012 con Francisco López, il Prix Europe 2015 con Andcompany&Co e il primo premio al Videoex 2019 con il regista Takashi Makino.
Ad AngelicA festival e al Centro di Ricerca Musicale si è esibito numerose volte in prime assolute e italiane: con l’Ensemble MAZE, con l’Orchestra del Teatro Comunale diretta da Tonino Battista, e come solista del Concerto per pianoforte per la mano sinistra di Walter Marchetti nel 2014; in duo con Michael Pisaro (2016) e con Francisco López nel 2021; e con Ensemble Scordatura nel 2023.
Su i dischi di angelica è uscito su cd untitled #400 con Francisco López.

 

Biglietti:
ingresso gratuito

* * *

Luogo:

MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna
via Don Giovanni Minzoni 14, Bologna

Informazioni:

MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna
+39 0516496611
infoMAMbo@comune.bologna.it
www.museibologna.it/mambo/
https://www.museibologna.it/mambo/schede/giuseppe-chiari-1926-2026-partitura-per-un-museo-5307/

 

AngelicA | Centro di Ricerca Musicale
t 051.240310
info@aaa-angelica.com
www.aaa-angelica.com

 

 

 

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